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Nelle lontane idee, politiche e non, spesso si vaga su argomenti che nesun essere umano riesce a capire, o non gliene frega una sega di provare a rifletterci: il destino.
credo che questo Natale abbia tirato fuori questo argomento da milioni di bocche sature di falso profetismo, o, per dirla breve, da persone che predicano bene e razzolano male.
non parlo di notizie da telegiornale o atre cose in specifico... diciamo che sono stato sommerso da un pout pourri di situazioni e avvenimenti di carattere generale che mi hanno portato a chiedermi: a che minchia serve credere al destino?
spesso viene tirato in ballo come conclusione di un discorso mai iniziato, un metodo per troncare una discussione che non ha basi solide per essere continuata...
"è successo questo", beh, era destino... grazie al cazzo! tutti son boni a dire così!
tutto è scritto sul libro della vita... beh, te credo, questo libro della vita manco sappiamo dove è scritto e quando viene scritto!
il destino: la scusa più abusata nella storia dell'uomo, dopo quella dell'alcool...
ciamatelo pure come cavolo vi pare... il destino, la sorte, il fato... 3 modi per cazzeggiare sulla solita puttanata!
cioè, per me risuona come puttanata, ma per altri potrebbe essere una sotto specie di credo, perchè sì, non fa mai male credere a qualcosa...
credere in noi, negli altri, in qualcosa di superiore a noi, nelle forze sovrannaturali, ne niente, nel tutto... l'importante e crederci.
perchè parlare di credenze e destino? boh, non avevo una minchia da fare? la noia mi stava assalend? o forse era destino che dovessi scrivere queste righe?
ok, mi vado a prendere un caffè... corretto, perchè odio gli errori
(che sicuramente saranno presenti in questo testo)
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